Luci di Maria - Settembre | Ottobre 2018 - page 11

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graziamo della sua paterna assistenza
e pregheremo di cuore il Signore, af-
finché ci dia la gioia di vederlo presto
elevato alla gloria degli altari”.
L B
di Ascoli Piceno, figlia di una col-
laboratrice delle suore Pie Operaie, fu
colta da meningite tubercolare. Il caso
era gravissimo; fatta la cura di strep-
tomicina nell’Ospedale di Ascoli Pi-
ceno, la figliuola non accennava a mi-
gliorare. La mamma venne piangendo
in convento ed espose la gravità della
malata. La Madre Superiora consigliò
di ricorrere al Fondatore Mons. Mar-
cucci e consegnò alla donna l’anello
pastorale del Padre. La mamma tra
le lagrime portò alla figlia la preziosa
reliquia e da quel momento la malata
cominciò a star meglio fino a guari-
gione perfetta, senza nessuna ombra
del male passato. Perfettamente sana,
tornò a casa sua. Nel 1955 si è sposa-
ta e sta bene. La testimonianza è stata
raccontata dall’allora superiora gene-
rale, Madre Caterina Pavoni che fu
testimone oculare del fatto.
SUOR MARIA PIA RAFFO
dell’AMOR DI GESU’
, ex Superio-
ra Generale delle Suore Pie Operaie
dell’Immacolata Concezione, nel 1947
fu colta da forti dolori addominali, al
lato destro. Il gonfiore del ventre e il
colore verdognolo della faccia fecero
diagnosticare un tumore o una cirro-
si. Poiché le cure non giovavano e il
gonfiore aumentava sempre di più, fu
fatta una radiografia dalla quale risul-
tò che si trattava di un vero tumore
con
“diramazioni”
alla spalla e all’inte-
stino. Dai medici curanti e dallo stes-
so nipote, pure dottore, fu definito il
caso “
gravissimo”
e alla malata vennero
dati soli 8 giorni di vita. Fu chiesta la
grazia al Servo di Dio Marcucci, e fu
supplicata la Vergine Immacolata per-
ché ottenesse al suo Devoto di esaudi-
re le preghiere delle figlie. L’ammalata
inghiottì anche un minuscolo quadra-
tino di stoffa tolto da un camice del
Servo di Dio. La grazia si ottenne.
La Madre Maria Pia guarì perfettamen-
te e senza alcun disturbo è vissuta fino
al 1960 ed è morta all’età di anni 80 di
ictus cerebrale e non di tumore.
SUOR MARIA MELANIA EMI-
LI
nel 1951 aveva 18 anni e si trova-
va a Roma quando, verso la metà di
ottobre, cadde gravemente ammalata,
con forti dolori addominali, febbri
altissime (40-41,5) e dissenteria con-
tinua. Fu ricoverata all’ospedale di S.
Giovanni, dove diagnosticarono un
tifo nero avanzato, cadde in coma. Il
primario disse che la paziente poteva
morire da un momento all’altro. La
superiora generale, Madre Caterina
Pavoni, vedendola così grave, le mise
nel dito l’anello vescovile del Fonda-
tore mons. Francesco Antonio Mar-
cucci, invitandola a chiedere, per sua
intercessione, la grazia della sua gua-
rigione. Intanto, anche tutte le Suore
della Congregazione iniziarono una
novena di preghiere al Servo di Dio,
con la stessa intenzione. Essendo poi
la giovane novizia di secondo anno, le
permise di fare i voti. Nel delirio, Suor
Maria Melania vide il Fondatore che
la guardava sorridente indicandole
Maria Immacolata. Da quel momento
cominciò a star meglio. La suora ha
ora 80 anni e lavora in piena salute già
da 32 anni come missionaria in Brasi-
le. La dottoressa Amelia Benigni che
ha seguito il caso, ha lasciato dietro
richiesta dell’Istituto una testimonian-
za, in data, Roma 4 dicembre 1995.
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